4. Ancestral memories

Borislav

The compartment of the wagon’s manager is about fifteen paces from ours, so I don’t have to worry about anything and I can keep an eye on everything. In fact, Borislav with his uniform is sitting and reading when he sees me, he put the book aside and gives me a nod.

– I need hot water, can you verify … Vladimira is sleeping!

With a slight smile, the man confirms that he understood, he gets up and walks a bit more near the compartment where we’re staying.

– No problem zhenshchina, I observ.

When I retrace my steps with the container full of boiling water, Borislav shows me his teapot:

Rossiya chaya? Chai karavanami? Want to try?

Surprised by that spontaneous offer, I decide that it is worth to return the courtesy willingly accepting a taste.

– Of course, spazibo, gladly! I particularly like the Lapsang Suchon or the russian Caravan Tea, as we know it in England and Ireland.

I wonder how much the man can understand my language, so I take the trouble to pronounce the words properly and to assess by the expression of his face if everything is clear. For some reason, standing in the cold corridor, with a cup of old chipped china without a handle, I feel like transported into another dimension.

The man’s gaze becomes intense and in his eyes I catch something else far more mysterious. I observe his features of caucasian bear, I smile to the idea that in truth I had never seen a bear, but certainly there were also some from his parts…… Then in my head a strange melody reform: a song that I had heard as a child in Ireland, when I followed my grandmother Téide in some of her strange encounters in the clearing on Wichlow Mountains during the solstice.

I also transcribed the notes, several years later, when I began to experiment with studying the cello. It was a sort of agony, wailing, exorcised emotions that they were coerced into deeper. And many years later, Yuri had disclosed to me that they were melodies of shamanic chants“, but then my beloved had sunk into an absurd silence and inside me, I knew there was something else that he was desperately trying to conceal to my knowledge. Even now, the face of Yuri reappears in my mind like a painful lash.

I follow the ebb of memories, projected into the inner dimension that this man had awakened in me, as a child I had been a disciple of my grandmother, involuntarily and unconsciously, but then Yuri had opened the door to a magical world populated by spirits. Something inside me had been “liberated” and then wandered unconditional, even now continued to hover around me and my daughter.

 

***

Lo scompartimento del responsabile di vagone dista circa una quindicina di passi dal nostro, quindi non devo preoccuparmi di nulla e posso tenere tutto sott’occhio. Di fatto Barilava con la sua uniforme è seduto a leggere e quando mi scorge, mette da parte il libro e mi fa un cenno con la testa.

– Ho bisogno di acqua calda, può controllare lei… Vladimira sta dormendo!

Un leggero sorriso dell’uomo conferma che ha capito, si alza e si avvicina un po’ di più allo scompartimento dove eravamo alloggiate.

– No problema zhenshchina, io osservare.

Quando ritorno sui miei passi con il contenitore pieno di acqua bollente, Borislav m’indica la sua teiera:

Rossiya chaya? Chaĭ karavanami? Vuoi provare?

Sorpresa da quell’offerta spontanea, decido che vale la pena restituire la cortesia accettando di buon grado un assaggio.

– Certo, spazibo, molto volentieri! Mi piace particolarmente tanto il Lapsang Suchon oppure il russian Caravan Tea, come noi lo conosciamo in Inghilterra e Irlanda.

Mi chiedo quanto l’uomo possa capire la mia lingua, quindi mi do la pena di pronunciare bene le parole e di valutare dall’espressione del suo viso se tutto è chiaro. Chissà perché, in piedi, in quel freddo corridoio, con una tazza di vecchia porcellana sbreccata e senza manico, mi sento come trasportata in un’altra dimensione.

Lo sguardo dell’uomo si fa intenso e nei suoi occhi ci colgo un qualcos’altro di ben più misterioso. Osservo le sue fattezze da orso caucasico, sorrido all’idea che in verità non ne avevo mai visto uno, di orso, ma certamente ce n’erano anche dalle sue parti… Poi nella mia testa si riforma una strana melodia: una canzone che avevo udito da piccola, in Irlanda, quando seguivo la nonna Téide in certi suoi strani incontri nella radura sulle Wichlow Mountains durante i solstizi.

Le note le avevo anche trascritte, diversi anni più tardi, quando avevo iniziato a cimentarmi con lo studio del violoncello. Era una sorta di agonia, di lamento, che esorcizzava emozioni che stavano coatte nel più profondo. E molti anni dopo, Yuri mi aveva svelato che erano “melodie di canti sciamanici”, ma poi il mio amato era sprofondato in un silenzio assurdo e dentro di me sapevo che c’era qualcos’altro che cercava disperatamente di celare alla mia conoscenza. Anche ora, il viso di Yuri riappare nella mia mente come una dolorosa frustata.

Seguo il riflusso dei ricordi, proiettata nella dimensione interiore che quell’uomo aveva in me risvegliato; da bambina ero stata discepola di mia nonna, involontariamente ed inconsciamente, ma poi Yuri aveva riaperto quella porta magica di un mondo popolato dagli Spiriti. Qualcosa dentro di me era stato “liberato” e da allora vagava incondizionato, continuava anche ora ad aleggiare attorno a me e a mia figlia.

siberian_shaman

Siberian Shaman (taken from the web)

text copyright Claudine Giovannoni (2014)  – drawing copyright Michele Tanner (2013) 

13 comments on “4. Ancestral memories

  1. Pingback: Ancestral memories * Memorie ancestrali | Piccoli passi nella Taiga - gli sciamani del lago Baikal * Taiga's Dream

  2. Pingback: Ancestral memories * memorie ancestral | Claudine Giovannoni

  3. Quanto ho letto è un invito a continuare,a seguire la storia,intrisa di mistero e magia,ma troppo poco ancora ..Continuerò a seguirti.Sai di essere una persona speciale,almeno per me? Un abbraccio-Chicchina

    • Grazie cara Caterina… qui abbiamo avuto temperature come a Palermo in inverno… un po’ di giardinaggio per schiarirsi le idee… anche per te come per Lucia, se hai piacere puoi darmi il tuo contributo sagace! Fammi sapere… abbraccione 🙂 claudine

  4. Cara Claudine,
    Hai incuriosito pure me è purtroppo questo estratto è troppo corto!
    Aspetto con impazienza il tuo nuovo libro.
    Un caro saluto, Cornelia

    • mia cara, la pazienza è una delle virtù più nobili del sentiero buddhista… ma se desideri, posso accontentarti prima con la “bozza”… (non credo possa pubblicare prima del 2015) un abbraccio :-)c
      PS. fammi sapere!

      • Cara Claudine,

        Se la pazienza è una virtù, aspetterò. D’altronde “die Vorfreude ist die schönste Freude”.
        Un caloroso abbraccio,
        Cornelia

  5. Sono sicuro che sarà un romanzo stupendo come quello degli Annwyn! Concordo con le due lettrici che hanno espresso la loro impazienza, mi gusterò ogni suo seppur breve inserto. Cordialmente, Giuseppe

  6. That was very evocative! And i noticed the reference to your favourite tea! 🙂 Great job Claudine…. didn’t realise you were fluent in Russian as well! Look forward to more.

    • Dear Madhu, I wish I was fluent in Russian…. 😉 thank’s to google translator you may do wonders! Will see what our friend Piotr says about it… I surely will give you all some other pieces (here’s the music, though not the same that I have chosen for the different chapters). I wish you a happy day and a quiet w.e. 🙂 claudine
      PS. did you get the chance to read the Annwyn’s Secret? I’m interested to receive some tip & hints (as I said, it was the copy draft without corrections!!!

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